Suona il fischio finale sulla compravendita dei diritti TV della Serie A

L’asta si è conclusa!…ed era ora!


Dopo due commissariamenti, una causa in tribunale e un paio di interventi dell’Antitrust

siamo arrivati al capitolo conclusivo – si spera – di una vicenda che giorno dopo giorno stava scivolando in una tragi-commedia fantozziana.

Possiamo finalmente dirlo ai vicini, agli amici al bar, ai colleghi di lavoro:

SKY ha comprato i diritti TV della Serie A per il triennio 2018-21, pagando 780 milioni di euro
Il terzo pacchetto, il più piccolo, se lo è invece aggiudicato Perform, con 193,3 milioni di euro.

 

…PERFORM…PERFORM…e chi è?

Perform Group è una sports media company attiva su una vasta gamma di piattaforme digitali. È proprietaria del network di siti web Goal.com, di Runningball e del provider di statistiche OptaSports.

Nel 2015 Perform ha fondato una sua piattaforma di live sports streaming, denominata Dazn (si pronuncia “The Zone”), attualmente presente in Giappone e nel cosiddetto Dach (Germania, Austria, Svizzera tedesca).

E’ una sorta di Netflix dello sport. Anche i prezzi sono simili. Per la visione SOLTANTO di alcuni eventi calcistici il costo varia dai 9,99 euro in Germania e Austria, ai 12,9 franchi in Svizzera a 1750 Yen in Giappone (circa 14 euro) al mese.

 

TUTTI CONTENTI TRANNE TRE

  • Festeggia la Lega di Serie A, ovviamente, che con 973,3 milioni di euro ha ottenuto incassi maggiori rispetto all’ultima compravendita, concludendo quella attuale in tempi utili per l’avvio del campionato e nel rispetto delle norme Antitrust.
  • Festeggia Sky perché la Serie A si vedrà tutta quanta, 7 partite su 10 in esclusiva, proprio sulla sua piattaforma.
  • Festeggia il popolo italiano, come quando arrivarono gli Alleati nel ’43,  perché Sky e Perform si accorderanno per ritrasmettere gli eventi su un’unica piattaforma (quella di Sky), evitando così agli utenti l’acquisto di due diversi abbonamenti per la visione dell’intera Serie A.
  • Festeggia la Rai perché si è trovato un accordo che permetterà di mandare in onda la storica trasmissione “90° Minuto”
  • NON festeggia Mediaset che, essendosi defilata nel pomeriggio dell’ultima decisiva asta, se ne torna a Milano solo con tanti sassolini nelle tasche. Aveva offerto 600 milioni di euro per il pacchetto 6. Non sono stati sufficienti.
  • NON festeggia, ovviamente, la cinese-spagnola Mediapro che all’asta non si è proprio presentata, concludendo la sua campagna con una sonora sconfitta costata una caparra di ben 60 milioni e poco più. Ora ne chiedono la restituzione. La Lega è spaccata. L’impressione è che si arriverà a un accordo per non tornare in tribunale.
  • NON festeggiano le compagnie telefoniche italiane (Tim prima fra tutte), scomparse totalmente dalla scena degli sponsor.

Dopo questa infinita “telenovela dei diritti TV”,
come è stata definita dagli addetti ai lavori, possiamo ben dirlo:
TUTTO CAMBIA PER RIMANERE LO STESSO

Il calcio è monopolio di Sky e, detta sinceramente, va bene così,
considerata la ricchezza di contenuti che con cura Sky ha prodotto per il pubblico italiano anno dopo anno.

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