La vendita dei diritti televisivi della Serie A è una delle questioni più affascinanti che animano il campionato italiano

FACCIAMO UN PO’ D’ORDINE

PREMESSA

Quella della vendita dei diritti televisivi ( le serie A, B, C etc + le Coppe europee) non è una questione di poco conto.

Muove MILIARDI di EURO.

Il profitto che ne ricava la Lega rappresenta il 56% (1,262 miliardi di euro) del fatturato totale, il triplo rispetto ai 496 milioni dati da sponsor vari, e ben 6 volte il 10% dei ricavi da stadio (230 milioni).

Secondo Calcio e Finanza ben 11 club di serie A (tra cui Lazio, Bologna, Chievo, Fiorentina, Empoli e Torino), nella stagione 2015-2016, hanno legato più del 50% del loro fatturato ai diritti TV senza il quale, queste squadre, dunque, si sarebbero trovate in difficoltà finanziarie.

Negli altri Stati non ci sono questi volumi. In nessun campionato di Inghilterra, Germania o Spagna, le percentuali per i diritti tv superano il 35%.

Passiamo alla questione italica che, ricordiamolo, riguarda SOLO la vendita dei diritti di seria A.  La Champions e l’Europa League 2018-2021 sono già di Skymentre Mediaset trasmetterà i Mondiali di Russia  (senza l’Italia).

 

I FATTI PUNTO PER PUNTO

All’ultima asta per la vendita dei diritti TV di serie A 2018-2021, la Lega aveva fissato la base d’offerta a 1 miliardo 50 milioni. L’unica che con 1 miliardo 50 milioni + 1000 euro ha superato il minimo richiesto da Via Rossellini è stata Mediapro, un’emittente spagnola.

E qui la prima diffida di Sky verso la Lega: la trattativa avrebbe dovuto essere con intermediari indipendenti ma, secondo SKY, MediaPro non ha questo ruolo. Secondo quanto sottolinea Sky:

  1. Mediapro avrebbe negoziato con l’intenzione di «vendere spazi pubblicitari sugli stessi canali», «concludere accordi per la distribuzione di tali canali con gli operatori della comunicazione interessati» e ripartire i profitti con la Lega. Mediapro avrebbe agito a tutti gli effetti come operatore della comunicazione attivo sul territorio (violando il paragrafo 5.3 del secondo Invito).
  2. Inoltre, sostiene sempre Sky, essendo preclusa ad unico operatore della comunicazione l’aggiudicazione di tutti i diritti in esclusiva (no single buyer rule) l’assegnazione a Mediapro avrebbe violato anche l’articolo 9.4 del Decreto Melandri e il paragrafo 24.b delle Linee Guida. Per queste ragioni Sky ha chiesto alla Lega di considerare l’offerta di MediaPro inammissibile e quindi di interrompere le trattative private con il gruppo spagnolo e di escluderlo immediatamente dalla procedura di assegnazione

La replica della Lega:  «Un fallo di confusione». Infront liquida così la diffida di Sky alla Lega Serie A. «È fisiologica riottosità – nota l’ad di Infront Luigi De Siervo -. Faccio una battuta, bisogna anche saper perdere sportivamente. Dopo due round siamo stati costretti a guardare fuori e MediaPro ha offerto 220 milioni più degli operatori italiani. Il sistema italiano non ci capiva e abbiamo avuto il dovere di aprirci, ora sono convinto che MediaPro troverà gli accordi con gli operatori».

Ma l’iter va avanti.
Cosa avrebbe offerto Mediapro?

Aggiudicatasi l’asta, Mediapro provvede a versare alla Lega di Serie A l’anticipo del 5% dell’acconto (50 milioni di euro più Iva), con un giorno di anticipo sulla scadenza fissata. Un’operazione propedeutica alla presentazione delle fideiussioni per oltre un miliardo da depositare entro il 26 aprile.
Jaime Roures, il patron di Mediapro catalano, nell’assemblea di Lega di Serie A aveva rassicurato tutti: «Tranquilli, il 26 aprile depositeremo la fidejussione da un miliardo di euro più Iva» […] Il nostro obiettivo è vendere più calcio possibile, alla migliore qualità possibile, al prezzo più giusto, collaborando con le piattaforme e aprendo nuove finestre di distribuzione». Un altro storico socio, Tatxo Benet, ha aggiunto: «Per noi è cruciale l’abbonato, vogliamo che chi si abbona possa vedere tutte le partite. La Serie A si vedrà su ogni piattaforma, su tutti gli schermi possibili».
Secondo Mediapro, lo standard qualitativo sarebbe stato più elevato. Ogni gara sarebbe stata trasmessa in 4K,  con spider cam in qualsiasi stadio ce ne fosse stata la possibilità, realtà aumentata e linea di fuorigioco in modalità “muro”, così da cogliere più facilmente le varie situazioni rispetto a quanto avviene con una semplice riga.

Come avrebbe differenziato Mediapro
i vari pacchetti a disposizione degli operatori?

Secondo un’ipotesi Siamo ancora nel campo delle ipotesi, la trasmissione degli eventi sportivi sarebbe avvenuta in base a 8 differenti fasce orarie differenti: sabato alle 15, alle 18 e alle 20.30; domenica alle 12.30, alle 15, alle 18 e alle 20.30; lunedì alle 20.30), oppure per squadra. Sarebbe dipeso dai colloqui che la stessa agenzia spagnola avrebbe avuto con gli operatori interessati.

Mediapro rende così pubblico il bando
sui diritti tv per la prossima stagione, bando che non presenta esclusive assolute.

La strategia di Mediapro è quella di offrire tutto a tutti, in modo da allargare la base di abbonati al calcio. Gli operatori interessati (Sky, Mediaset, e perché no? Amazon e Netflix) hanno tempo fino al 21 aprile per formulare le loro offerte.  Non ci sarà dunque una vendita per prodotto ma per piattaforma. Quindi nessuna rivoluzione improntata all’esclusività dei diritti, come invocava per esempio Sky. Saranno 7 pacchetti principali e 6 opzionali. Un unico pacchetto per il satellite con le 380 partite. Per il digitale terrestre e l’IPTV due pacchetti a testa, uno con otto club tra cui Juventus, Milan, Inter, Roma e Napoli e uno con il resto. Per Internet due pacchetti, uno con le 380 gare e uno con gli otto club già citati.

E qui il secondo appello di Sky: Il giudice Claudio Marangoni, presidente della sezione per le imprese del Tribunale di Milano, conferma la sospensiva sul bando formulato da Mediapro per l’assegnazione dei diritti tv della Serie A per gli anni. Secondo il giudice dovrà essere predisposto un nuovo bando a causa di violazioni alla legislazione Antitrust del documento stilato da Mediapro, di cui Sky il 16 aprile scorso aveva ottenuto la sospensione con un ricorso d’urgenza.

Le violazioni vertono in particolare sulla formulazione dei pacchetti di partite “chiavi in mano” (già comprensivi di evento e contenuti pre e post partita) che limiterebbero la libertà di scelta dei singoli offerenti nel formulare le proposte per i diversi contenuti e servizi. In più Mediapro puntava anche ai big del web e della telefonia nella speranza di attirare attenzione e investimenti di Perform, Tim e Vodafone, senza dimenticare il sospetto della creazione di un canale della Lega (su cui, però, di recente c’era stato lo stop dell’Antitrust).

LA SVOLTA di maggio 2018

La procedura ex articolo 700 cpc prevede che Mediapro possa fare ricorso (ha 15 giorni di tempo per procedere) al Collegio con una riformulazione del bando, ma i tempi si allungherebbero almeno fino a metà giugno.
Intanto, tramite posta elettronica certificata,  i dirigenti di Mediapro comunicano alla Lega che il versamento di 186 milioni a titolo di garanzia sarebbe stato subordinato alla realizzazione del canale tematico. Progetto da non ritenere «precluso», essendo diventato «un’alternativa necessaria a commercializzare in modo efficace e proficuo i diritti tv, oltre a consentire di evitare ulteriori attacchi di Sky».
Intanto alcuni club come la Roma, hanno già pensato di chiedere i danni non solo a Mediapro ma anche a quelle società che impedirebbero alla Lega di poter di nuovo disporre dei diritti.
I dirigenti della Lega, cogliendo al balzo le intenzioni dei club e rispondendo alla provocazione di Mediapro, hanno chiesto, in accordo con il presidente Miccichè, che si votasse subito la risoluzione da ogni accordo con l’emittente spagnola. Il motivo? Gli spagnoli, presentando garanzie vincolate, hanno di fatto cambiato le carte in tavola. Il canale è un obiettivo da perseguire nei prossimi anni, ma realizzabile a breve con difficoltà.

E ADESSO?

Le cose sembra stiano tornando alla normalità. Tutto come sempre, anche per i prossimi 3 anni.

L’assemblea della Lega Calcio di Serie A ha finalmente eletto la propria governance
. Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, e l’a.d. della Juventus, Beppe Marotta, sono stati eletti in consiglio federale: la Lega di A torna ad avere una rappresentanza in Figc, per ora commissariata. Eletto anche il nuovo consiglio della Lega di A che sarà composto da: Antonello (Inter), Campoccia (Udinese), Fassone (Milan), L. Percassi (Atalanta).

Sono stati volutamente ristretti moltissimo i tempi di reazione per Mediapro. Jaume Roures ha meno di una settimana per onorare gli impegni — cioè presentare una fideiussione da 1,2 miliardi — altrimenti, la Lega avvierà trattative private con i broadcaster interessati.

Nelle ultime ore Sky ha alzato l’offerta e i presidenti sono fiduciosi di arrivare alla cifra di un miliardo fra la mega-proposta dell’emittente di Murdoch e Perform (incassando perciò poco meno di quanto sarebbe stato assicurato da Mediapro).

Mediapro guarda ormai altrove. E’ di queste poche ore la notizia dell’acquisto, da parte di Mediapro, della Lega francese. Finisce l’era di Canal + che dal 2020 non trasmetterà più le partite della Ligue 1: il bando dei diritti televisivi dal 2020 al 2024 infatti è stato vinto da Mediapro e da BeIn Sports. La Lega francese incasserà un totale di 1,153 miliardi di euro l’anno. Si tratta di un record storico per la Ligue 1: rispetto all’accordo vigente in Francia, il balzo è del 60%.

Tornando al campionato italiano di seria A, l’ipotesi già suggerita dai dirigenti della Lega, è quella di procedere con un bando d’urgenza o, addirittura, per accelerare i tempi, con trattativa privata con acquirenti idonei (in pratica Sky).

 

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