La forma dell’acqua. Sesso alieno o romanticismo estremo?

LA FORMA DELL’ACQUA: Vincitore del Leone d’oro al miglior film alla 74ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia

Baltimora, 1962. Elisa Esposito è una donna affetta da mutismo, a causa della recisione delle corde vocali da bambina, che lavora come addetta alle pulizie in un laboratorio governativo dove vengono effettuati degli esperimenti atti a contrastare la Russia durante la guerra fredda. I suoi due unici amici sono la collega afroamericana Zelda e l’inquilino gay Giles, coi quali condivide una vita di solitudine ed emarginazione. Un giorno al laboratorio viene portata una cisterna contenente una creatura anfibia dall’aspetto umanoide: è stata catturata in Amazzonia dove gli indigeni locali la veneravano come un dio. Elisa rimane molto affascinata dalla creatura, e comincia ad andare a trovarla di nascosto portandole del cibo e insegnandole a comunicare tramite la lingua dei segni americana.

Il violento colonnello Strickland, nel frattempo, conduce sanguinosi esperimenti sull’uomo anfibio, e riceve dal suo superiore, il generale Hoyt, l’ordine di vivisezionarlo. Elisa scopre del terribile destino della creatura e decide di salvarla accogliendola a casa sua e colpo di scena… comincia a farci sesso.

Come finirà?

 

BUONA VISIONE

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