Come si è evoluto l’HOMUS TELEVISIVUS

 

ALCUNI ANNI FA UNA VOCE PROFETICA SI ERA CHIESTA:

Non sarebbe bellissimo se guardare la televisione fosse come navigare su internet in modo da poter scegliere il programma che vuoi guardare e dove vuoi guardarlo?”

A forza di ragionarci è arrivata l’iptv, acronimo di Internet Protocol Television. Cioè?

 

IL PRIMO PASSO: IL DIGITALE TERRESTRE

Fino a non molto tempo fa i programmi televisivi arrivavano nella tv di casa esclusivamente  tramite l’antenna sul tetto. In Italia è stato così dall’invenzione della Tv fino al 2008 quando, per la legge Gasparri del 2004, si impose lo switch-off dall’analogico  al digitale terrestre o TDT/DTT.
Il digitale terrestre sfrutta l’infrastruttura (i ripetitori) della tv tradizionale, ma utilizza un segnale digitale (un flusso di bit) che deve poi essere ricevuto e riconvertito in formato analogico così da ricostruire l’immagine da proporre a video. Questa attività viene svolta per l’appunto dal decoder (chiamato anche Set Top Box)
Il digitale terrestre ha in più una parte “interattiva” unificata, il media highway protocol (MHP), che fornisce un interfaccia per l’accesso a servizi vari come un teletext (in Italia Televideo) avanzato

 

IL SECONDO PASSO: IL SATELLITARE

Parallelamente al digitale terrestre, su cui ha puntato Mediaset Premium, dal 1990 in Italia si è sempre più diffusa la televisione satellitare.
Il segnale televisivo, trasmesso come flusso di bit da satelliti geostazionari in orbita nello spazio, viene recepito dalla parabola e trasmutato in segnale analogico dal decoder.
Le prime trasmissioni sono state inviate dal satellite Olympus 1 (RaiSat). Il grande boom c’è stato negli anni successivi grazie a Tele+ e Stream prima, e poi, dal 2003, SKY Italia, nata dalla fusione di queste due.

Rispetto alla televisione analogica, i vantaggi del digitale sono molti:

  • il segnale digitale è praticamente immune a disturbi di lieve entità;
  • ci sono molti più canali disponibili, grazie alla compressione dei dati; Un vantaggio significativo perché, con una banda molto maggiore, c’è spazio per molti più canali.
  • è possibile ricevere contenuti audio e video ovunque, anche in zone montuose, e in definizione maggiore grazie l’HD, il FULL HD e, ora, con il 4K;
  • l’utente può interagire direttamente con i contenuti trasmessi, non solo “pilotando” la TV, ma predisponendo la visione di quei contenuti in base alla propria disponibilità di tempo.

 

IL TERZO PASSO: L’IPTV

Non molti lo sanno, ma esistono diversi tipi di IPTV, raggruppabili in tre grandi insiemi. Quella che usi tu è l’ultima delle tre:

  1. video on demand (video su richiesta). Paghi un abbonamento mensile e decidi, in base alla libreria proposta, se guardarti una determinata serie tv oppure un film. Un esempio? Netflix
  2. time-shifted IPTV. Il broadcast predispone i contenuti organizzati per tema (cronaca, sport, cinema) e per sottotemi (cronaca rosa, calcio, Formula1 etc).
    Con un lettore video (in streaming), puoi riguardare le trasmissioni ordinarie e programmate quando vuoi tu.  Un esempio eccellente? Nel Regno Unito, la BBC iPlayer.
  3. IP simulcasting o live IPTV. Con il termine multicast si indica la possibilità di trasmettere la medesima informazione a più dispositivi finali, senza la necessità di duplicare per ciascuno di essi l’informazione da diffondere.
    Con la LIVE IPTV la  registrazione  dei contenuti avviene in diretta contemporaneamente alla loro trasmissione su Internet. Oggi, i tempi di latenza stati notevolmente abbassati sia tramite moduli installabili già nelle videocamere, come il LiveShot Portable di Comrex, sia per il potenziamento delle connessioni domestiche in banda larga.

UN ESEMPIO: In pratica, ogni pacchettoviene inviato dal server soltanto una volta ma viene inviato simultaneamente a più client. Quindi, se abbiamo sul WEB 2000 utenti che stanno guardando la coppa Davis nello stesso momento, tutti i 2000 riceveranno simultaneamente i pacchetti dello streaming utilizzando l’IP Multicasting.
Se lo stesso provider sta trasmettendo simultaneamente un episodio di Gomorra e 100 di quei 2000 utenti decidono di cambiare canale per guardarlo, loro, effettivamente passano da un gruppo IP Multicast ad un altro e cominciano a ricevere uno streaming differente, quello di Gomorra.

TUTTO MOLTO PIU’ SEMPLICE ed ECONOMICO

Dal punto di vista dell’utente, l’IPTV è molto semplice:
per “ricevere il segnale”, come si diceva una volta, non serve un’antenna sul tetto o una parabola satellitare. Così con l’iptv risparmi anche sui costi di installazione.
Bastano due cose: una buona connessione internet e un dispositivo. E il gioco è fatto!

L’IPTV DIVENTA SEMPRE PIU’ MOBILE E USING FRIENDLY

Col passare del tempo, si sono moltiplicati i dispositivi con cui poter vedere la tua serie preferita o la partita del sabato sera.
Sono aumentati anche i modi e la fcilità con cui l’utente può interagire con i contenuti da lui scelti.
Puoi aprire l’iptv con:

  • pc, con player gratuiti come vlc,
    set-top box, cioè i “decoder” (con sistema enigma come i VU+, o con android come i MAG),
  • smartv,su cui è possibile installare app come Smartiptv, Ssiptv o OTTplayer,
  • mobile devices (tablet e smartphone) con app apposite e una rete 3G/4G o WIFI.

Ci sono app molto sofisticate per il grado di stabilità che danno alla visione, per la ricchezza di informazioni sui contenuti, per il modo in cui puoi utilizzare i contenuti stessi.
In questo ristretto gruppo di app sofisticate è stata inserita anche la nostra che ti suggeriamo di provare, se già non lo hai fatto 😉

 

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Categorie: Mondo Satellite