Accordo Sky Mediaset. I colpi di scena di un’alleanza

E’ BENE PRECISARLO: NON E’ UNA FUSIONE, MA UN’ALLEANZA

Non sbagliamo se pensiamo all’accordo tra Mediaset e Sky,  del 30 marzo scorso, come a un evento storico.

Due emittenti che per anni si sono fatte guerra, depongono  finalmente le armi in nome del bene comune.

A giovarne, infatti, saranno sicuramente Sky e Mediaset che, di fatto, sono riuscite a creare un asset in grado di piegare il colosso Mediapro in occasione della tribolata vendita dei diritti televisivi della seria A italiana.
Entrambi gli operatori, poi, con questa operazione ottengono ottimizzazioni che assicurano nuovi perimetri multipiattaforma e l’ accesso per i rispettivi clienti a maggiori contenuti di qualità.

 

MA COSA CAMBIA NELLA SOSTANZA?
Mediaset, da una parte, allargherà la copertura multipiattaforma dei propri canali con i contenuti di Sky Uno, Sky Atlantic, Fox, National Geographic, Sky Tg24, Sky Sport 1, Sky Sport 1 HD e Sky Sport 24.  La pubblicità mandata in onda su Sky, genererà un aumento dell’audience con ripercussioni positive sui ricavi pubblicitari.

Sky Italia, dall’altra, – ha spiegato Andrea Zappia, amministratore delegato di Sky Italia – troveranno, entro l’estate, inclusi nei loro abbonamenti e senza costi aggiuntivi, l’intera offerta di canali Cinema e Serie Tv di Premium.

Cinema: gli abbonati Sky al pacchetto Cinema vedranno, in aggiunta ai 12 canali Hd targati Sky, Premium Cinema e Premium Cinema +24, Premium Cinema Energy, dedicato al cinema d’azione, al brivido e all’horror, Premium Cinema Emotion, con le commedie romantiche e le storie più emozionanti, Premium Cinema Comedy, interamente dedicato alla commedia e al divertimento, dai cult italiani ai film comici di maggior successo.
Serie tv : per gli abbonati al pacchetto Sky Famiglia, alle produzioni originali Sky, come Gomorra e alle serie tv internazionali prodotte da Hbo, Disney e Fox, come Westworld, Il Trono di Spade, i canali Premium Action, Premium Crime, Premium Joi e Premium Stories.

I PREZZI?
Il nuovo pacchetto di 15 canali: 7 di intrattenimento, serie tv e sport di Sky in aggiunta a 8 canali Premium di Cinema e Serie tv sarà inizialmente di 238,8 euro per un anno (19,90 al mese), dopo si salirà a 358,8 (29,90 al mese).
I canali Premium non saranno in HD

 

IL RETROSCENA

Come si apprende dal comunicato ufficiale di Mediaset:
“L’intesa odierna rappresenta anche un nuovo passo avanti di Mediaset nel quadro della digital transformation di Premium iniziata con il piano “Mediaset 2020” presentato al mercato nel gennaio 2017.

[…] potrebbe valutare l’opportunità di ampliare il perimetro della partnership con Sky Italia all’area “Operation pay”, e cioè ad ambiti come la manutenzione tecnica, l’accesso condizionato, l’assistenza  ai clienti, le attività commerciali e altre analoghe attività operative così da poter conseguire, in futuro, ulteriori benefici economici.

Con questa finalità Mediaset ha ottenuto da Sky Italia il diritto di opzione […] a cedere all’operatore satellitare, in una finestra temporale compresa fra novembre e dicembre 2018, l’intera partecipazione in una Newco nella quale sarà previamente conferito da Premium il ramo d’azienda costituito dalla piattaforma tecnologica di Premium (area “Operation pay”).

Nel caso Mediaset decidesse di esercitarlo, il trasferimento della Newco a Sky Italia avrebbe luogo immediatamente e l’operazione sarebbe naturalmente sottoposta all’approvazione delle Autorità competenti (AGCM e AGCOM).
L’eventuale esercizio del diritto di vendita non comporterà alcuna discontinuità all’attività di Mediaset Premium che continuerà a gestire la propria offerta e la propria base clienti.

In altre parole, tutta la parte tecnica, scorporata in una newco, verrebbe venduta a Sky. Mediaset rimarrebbe solo editore.

UNA MOSSA STRATEGICA CHE GUARDA LONTANO

L’operazione di Mediaset potrebbe avere effetti benefici anche in previsione di 2 elementi determinanti:

  1. il primo elemento a breve raggio storico vede, di fatto, la limitatezza della banda disponibile sul digitale terrestre. L’accordo ha reso possibile ampliare il palinsesto nonostante questo limite tecnico-strutturale pagato dal digitale rispetto al satellitare
  2. il secondo elemento, invece, è a lungo raggio e guarda allo switch off del 30 giugno 2020, quando verrà spento l’attuale segnale del digitale terrestreper dare il via al DVB-T2.
    Il nuovo standard di trasmissione, per quanto simile a quello attuale, renderà inutilizzabile la maggior parte dei televisori prodotti prima del 2017, inadatti a ricevere il nuovo segnale.

 

L’accordo con Sky potrebbe rendere questo cambiamento, di per sé radicale, più morbido e meno critico rispetto a quello storico del 2010 che aveva visto, tra mille polemiche, disagi e problemi, l’arrivo del digitale terrestre.

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